23.5.13

Gelato al Pistacchio, veloce, cremoso e vegano... in due ingredienti!


Se voglio amare l’altro, devo stimarlo,
accettarlo com’è, e non esigere
che sia più di quello che è,
né che sia diverso, adatto ai miei gusti.

Se voglio amare l’altro, devo rispettarlo in tutta la sua persona,
riconoscergli tutta la sua libertà,
desiderare per lui la sua spontaneità.

Se voglio amare l’altro, devo scoprirlo,
e saper svelare, anche sotto i difetti, le qualità profonde,
i doni e i talenti, la nobiltà dell’anima.

Se voglio amare l’altro, devo cogliere, nella vita quotidiana,
nuove ragioni per apprezzare il suo valore,
comprendendolo e trattandolo meglio.

Cristo, che ci fai amare,
mostraci il cammino dell’autentico amore,
dello sguardo positivo che sceglie il bene,
e del rispetto profondo del mistero altrui.


Il sì dell'amore, Jean Galot




Oggi io e la mia cavia preferita festeggiamo i nostri primi 5 anni insieme.
E la preghiera che ho voluto condividere con voi, alla quale ogni commento sarebbe superfluo, vuole essere un augurio per me, per il nostro amore, ma anche per tutte le coppie che si troveranno a passare di qui!

 


E il gelato?!
Beh, il gelato l'ho materialmente condiviso ieri sera con la cavia mentre aspettavamo la mezzanotte per scambiarci gli immancabili regalini di rito (io ho ricevuto una deliziosa alzata per dolci... chiamiamolo regalino)!
Ma è anche con tutti voi che desidero spiritualmente condividerlo, e in particolare con l'amica che, oltre a donarmi la meravigliosa crema di pistacchi con la quale l'ho realizzato, mi dona ogni giorno, anche a distanza, la sua presenza, il suo affetto, i suoi consigli e il suo prezioso tempo.
Grazie Mara, per essere sempre al mio fianco, nella buona e nella cattiva sorte... proprio come un amore profondo, fatto di tanti piccoli gesti quotidiani che, nel lungo cammino della vita, fanno la storia di ognuno di noi.

Ed ora, la ricetta-non ricetta!
Perché di questo si tratta: un gelato total vegan che si prepara in 5 minuti, con due soli ingredienti, che si rassoda nel giro di poco più di due ore e che, dopo meno di due minuti a temperatura ambiente, è già pronto per essere servito!
L'idea non è altro che un adattamento di questa ricetta, un gelato furbissimo e "senza fronzoli" a base di panna montata, latte condensato e altri pochissimi ingredienti.
Se si può fare con il latte condensato, perché non provare con una crema dal gusto diverso ma con simile densità?
Per quanto possa sembrare banale, le proporzioni degli ingredienti sono fondamentali per l'ottima riuscita di un gelato, anche di quello più semplice! Io ho voluto sperimentare proprio con l'ottima crema di pistacchi siciliani (beh, quella scampata alla razzia del mio cucchiaino!) regalatami dalla mia amica, e ho potuto constatare che le proporzioni indicate per il no-fuss vanilla ice cream sono perfette anche per questo tipo di gelato (in cui la percentuale di grassi è, comunque, leggermente più elevata).
Alla luce delle grandissime e inaspettate soddisfazioni che mi ha dato questo gelato, vi annuncio che ho tutte le intenzioni di sperimentare anche con altre creme spalmabili!
Perciò mi raccomando: se voi volete cimentarvi con questa o altre versioni, non esitate a condividere i vostri risultati! :-)
 



VEGAN PISTACHIO ICE CREAM 
per 4 porzioni



180 gr di crema di pistacchi (io Fiasconaro)
225 gr di panna vegetale già zuccherata
1 cucchiaino colmo di liquore di menta (io autoprodotto)



Mescolare in una ciotola la crema di pistacchi con il liquore.
A parte montare molto bene la panna, quindi unire con delicatezza i due composti mescolando dal basso verso l'altro, cercando di non smontare troppo il tutto.
Versare in una terrina il composto ottenuto...


... golosissimo da mangiare a cucchiaiate già così!

Farlo riposare per almeno 2 ore in freezer ed estrarlo solo due minuti prima di servirlo.


NOTE:

- Se non avete un liquore alla menta, provate con il classico liquore Amaretto di Saronno: a mio parere, con questo gusto di gelato ci sta benissimo.

- Attenzione a non confondere la crema di pistacchi con la pasta di pistacchio: la prima è una vera e propria crema spalmabile a base di pistacchi, ma dal sapore meno intenso di quello della seconda, che va utilizzata in piccole quantità e non è adatta a questo tipo di ricetta.







13.5.13

L'altra parte di me: Tiedda (Barese) di Riso Patate e Cozze





Ricordo che mia madre, nelle caldissime giornate d'estate, poiché al mattino si andava al mare per alcune ore e si tornava a casa per l'ora di pranzo, spesso preparava la tiedda di riso patate e cozze.
La preparava la sera prima, con il fresco, dopo cena, e tutti in casa collaboravamo per aiutarla: mentre mio padre si occupava delle cozze, raschiandone i gusci con il coltello e lavandole accuratamente, io aiutavo mia madre a sbucciare le patate e mio fratello, che era più piccolo di me, grattugiava il formaggio.
In questo modo si guadagnava tempo, si evitava di accendere il forno al mattino e soprattutto noi bambini non eravamo costretti ad aspettare che mamma cucinasse al ritorno dal mare, stanchi ed affamati com'eravamo!
Sapeste come piaceva, a me e a mio fratello, mangiare la tiedda fredda! Era ancora più saporita di quella appena sfornata!
Le origini di questa pietanza tipica della cucina pugliese sono molto antiche e ogni capoluogo ha la sua variante; molte sono le versioni che prevedono l'aggiunta di altri ingredienti, specialmente ortaggi, ma nessuna prescinde da quelli essenziali, che sono appunto il riso, le patate e le cozze.
La variante di casa mia, quella barese, sfrutta appieno il sapore dei mitili. La caratteristica principale della tiedda di mia madre, infatti, è che le cozze non vengono sgusciate completamente, ma restano a mezzo guscio: in questo modo il riso si unisce alle cozze nei loro stessi gusci, le patate più piccole anche, e i sapori di ogni diverso ingrediente si mescolano tra loro ancora di più!
Provate a mmaginare che divertimento, per me e mio fratello, scovare, nella fetta generosa di tiedda che mamma ci metteva nel piatto, quei mezzi gusci, per mangiarne, prima di tutto il resto, il loro saporitissimo contenuto!
La tiedda va preparata in estate, come diceva la mia (e, sicuramente, dice la vostra) mamma, nei mesi che nel nome non contengono la "erre", quando le cozze sono più buone perché più piene e saporite... insomma, da maggio ad agosto, ce ne sono da fare, di scorpacciate!
Dopo tanti anni, grazie alla partecipazione di mia figlia a questo gioco di cucina, ho finalmente potuto contribuire alla preparazione della tiedda così come la faceva mia madre. Sono molto soddisfatta del successo che questa ricetta tanto semplice quanto buona ha riscontrato qui a casa mia, e spero tanto che, semmai qualcuno di voi volesse provarla, ne resti altrettanto contento!
Grazie a tutti per questa bella opportunità che, proprio nel giorno della festa della mamma e dell'onomastico di mio fratello, mi avete regalato.
Annamaria T.


Cosa aggiungere a quanto detto dalla mia mamma?
Nient'altro che un grazie anche da parte mia.
A Cristian, che ha fatto conoscere a tutti, me e mia madre comprese, una delle tante varianti locali di un classico regionale.
Ad Ale e Dany, che questo mese forse più degli altri mi hanno donato l'opportunità di crescere un po' di più.
E, ovviamente, a mia madre e a mio padre, con i quali ho potuto condividere questa esperienza che sicuramente non dimenticherò mai e che un giorno, se Dio vorrà, spero anch'io di poter condividere con la mia famiglia.

Molto simile alla taieddhra di Cristian, la tiedda barese (o meglio, quella tramandata a mamma da mia nonna) è forse solo un po' più essenziale negli ingredienti e leggermente diversa in alcuni passaggi del procedimento.
La mia piccola disobbedienza al regolamento di questa tornata, che prevedeva l'esecuzione della ricetta secondo il procedimento che Cristian ha tanto minuziosamente descritto, è stata una scelta voluta: ero fin dall'inizio consapevole del rischio che, non attenendomi esattamente al procedimento indicato dal terzo giudice, sarei andata a finire in "lista nera", ma per l'affetto che provo nei confronti di mia madre e di questa ricetta che anche lei, a modo suo, mi ha generosamente trasmesso, valeva la pena rinunciare a qualcosa!
Le piccole differenze rispetto alla taieddhra di Cristian le trovate, nella mia versione, evidenziate in grassetto!
E con questa mia proposta partecipo, piena di gioia, orgoglio e gratitudine, all'MTChallenge di maggio!





TIEDDA DI RISO PATATE E COZZE
dosi per una tiedda di circa 30 cm di diametro (4-6 persone)


 per la tiedda

1 kg di patate
1 kg di cozze
300 gr di riso fino o superfino (io il Ribe)
una cipolla media
1 bel ciuffo di prezzemolo
50 gr di pecorino stagionato
olio di oliva, q.b.
sale, q.b. *


per la cottura


acqua delle cozze diluita con acqua naturale, circa 350 ml




* Mia madre dice che nonna, a prescindere dalla notevole sapidità dell'acqua delle cozze, non ometteva mai quel pizzico di sale, secondo lei necessario a dare sapore alle patate e smorzarne la dolcezza.



Raschiare le cozze per pulirne benissimo il guscio (togliendo le alghe e tutte le eventuali incrostazioni bianche) e sciacquarle bene (grazie papà per averci pensato tu: io mi sarei irrimediabilmente ferita a morte!).

 


Togliere a ciascuna cozza il bisso (quella specie di barbetta che fuoriesce dalle valve sul lato dritto della cozza), tirandolo lungo la fessura verso la parte a punta della cozza (per evitare che il mollusco si rompa; se dovesse opporre troppa resistenza, tuttavia, sarà meglio provare a tirarlo nel senso inverso! Noi alcune radici particolarmente ostinate siamo state costrette a staccarle direttamente con le forbici!).
Con l'aiuto di un coltello, aprire le cozze una ad una, avendo cura di non rompere il guscio e di raccogliere la loro acqua in una ciotola.

 


A questo punto, staccare delicatamente il frutto dalle pareti di una delle due parti del guscio e gettare via solamente la parte di guscio vuota!


 

Mettere di volta in volta le cozze a mezzo guscio nella ciotola con la loro acqua e conservare in frigorifero.

Sbucciare le patate e la cipolla, quindi tagliare le prime a rondelle sottili ma non troppo (se sono tenere, andrà bene uno spessore di 4 millimetri) e le seconda a fettine sottili (dopo aver diviso il bulbo in due metà).
Posto di manovra...!

 


Ungere il fondo della tiedda (in assenza di una teglia di terracotta - il tipico coccio -, noi ne abbiamo utilizzata una in vetro pirex) con un filo d'olio e fare uno strato con circa mezza quantità di patate. Aggiungere mezza quantità di cipolla e spruzzare con un po' di prezzemolo spezzettato, pecorino grattugiato e sale.

 
 

Prendere le cozze a mezzo guscio, scolarle bene della loro acqua (tenendo tutto il liquido da parte), sciacquarle velocemente sotto acqua corrente (per eliminare eventuali schegge di guscio) e distribuirle nella tiedda con la parte del frutto verso l'alto.

 

Sciacquare e scolare velocemente il riso e, con mezza quantità, formarne uno strato ben livellato e piuttosto sottile, avendo cura di riempire leggermente anche i gusci delle cozze.

 

A questo punto, ricominciare tutto daccapo con la formazione dei vari strati: distribuire le restanti patate (disponendo le fettine più piccole sulle cozze e lasciandone da parte qualcuna per la superficie della tiedda), aggiungere la restante cipolla, spruzzare con prezzemolo, pecorino e sale, poi distribuire le restanti cozze a mezzo guscio e ricoprire il tutto con il resto del riso.
Terminare con questo strato di riso e con le eventuali fettine di patate avanzate, quindi spolverare con un velo di pecorino, di prezzemolo e di sale e coprire il tutto con un filo d'olio.

 

 
Filtrare benissimo tutta l'acqua delle cozze tenuta da parte, mischiarla con tanta acqua naturale quanta ne basta a raggiungere una quantità di circa 350 ml, quindi versarla con un mestolo su tutta la superficie della tiedda.

 


Per la quantità d'acqua occorre regolarsi ad occhio. Tendenzialmente, è sufficiente quel che basta a bagnare gli strati della tiedda per metà della loro altezza, in quanto quelli più superficiali cuoceranno con il vapore e con il calore che quelli inferiori sprigioneranno durante la cottura in forno!

Terminare con un'ultima spolverata di prezzemolo e pecorino...

 


... quindi infornare in forno preriscaldato a 160°C e lasciar cuocere per circa un'ora (controllando la cottura dopo i primi 45 minuti e aggiungendo, solo se necessario, un paio di mestoli d'acqua).
Lasciar intiepidire prima di tagliare a fette con la "paletta"... ma se avete la pazienza di lasciarla raffreddare e gustarla il giorno dopo, sentirete che è ancora più buona!

 


NOTE:

- Come precisamente spiegato qui, la scelta del riso è molto importante: essendo la tiedda un timballo, uno sformato di riso, in cui i chicchi devono rimanere ben sgranati e "visibili", bisogna scegliere per la sua preparazione un tipo di riso che tenga bene la cottura e rilasci pochissimo amido.
Le qualità superfini sono le più indicate, ma poiché le differenze tra queste e quelle fini sono minime (uno scarto di pochissimi millimetri e di 2 minuti, rispettivamente, nella grossezza del chicco e nel tempo di cottura richiesto), la scelta risulta piuttosto ampia.

- Per la cottura della tiedda, regolatevi con i tempi e la temperatura del vostro forno: nel mio sono bastati 50 minuti a 150°C!


6.5.13

Cucina alternativa: Chicken Sushi!



Un'idea simpatica, vero?!
Per me è stato amore a prima vista.
Beccata in televisione una decina di giorni fa, questa ricetta è stata replicata non appena mio padre ha trovato dei buoni asparagi al mercato.
L'autore è lo chef Domenico D'Agostino, ma vi basterà digitare la combinazione "chicken sushi" su un motore di ricerca per scoprire quante varianti di questa ricetta sono già state sperimentate da tanti (bravissimi) foodbloggers e appassionati!
La trovata mi sembra geniale: con pochissimi ingredienti sani e leggeri si ottiene una pietanza che può risolvere una cena o un antipasto insolito e fantasioso.
Le mie dovevano essere delle rondelle di chicken sushi belle sostanziose, ma un piccolo incidente di percorso ha fatto sì che fossero dei simpatici bites; semmai il vostro rotolo, come il mio, dovesse malauguratamente disfarsi mentre lo avvolgete, vi basterà recuperare le fettine di carne, avvolgerne ciascuna intorno a un paio di asparagi e procedere alla cottura dei rotolini così ottenuti per farne delle mini rondelle che staranno benissimo, per esempio, su un bel buffet.
Al posto degli asparagi potete usare le carote o tutte le altre verdure che si prestano ad essere tagliate a bastoncini, e se non avete i semi di papavero andranno benissimo anche quelli di sesamo, di lino, o qualsiasi cosa vi suggerirà la fantasia, purché abbia quel che di croccantino che fa senz'altro la differenza!




CHICKEN SUSHI
con pollo e asparagi
dosi per 4 persone



800 gr di petto di pollo
1 bel mazzo di asparagi (circa 300 gr)
semi di papavero, 20 gr circa
sale e pepe q.b.




Lavare gli asparagi sotto l'acqua corrente strofinandoli con le dita e tagliarne via l'estremità legnosa del gambo.
Cuocerli in acqua bollente salata per circa 10 minuti, quindi scolarli bene.

Nel frattempo, sistemare le fette di petto di pollo tra due fogli di carta forno e appiattirle con un batticarne.
Staccare delicatamente il foglio superiore e spolverare la carne con i semi di papavero mescolati con sale e pepe a piacere.




Coprire nuovamente con il foglio di carta da forno e rigirare il tutto con molta attenzione, in modo che la parte inferiore (che sarà poi quella esterna) sia quella con i semi di papavero.
Staccare l'altro foglio e sistemare al centro gli asparagi sbollentati.



Non fate come me, che ho evidentemente esagerato con gli asparagi! Un rotolo troppo riccamente farcito rischia di suicidarsi in fase di avvolgimento... il mio non c'ha pensato su due volte a farlo! :°(

Con l'aiuto del foglio di carta sottostante, arrotolare il tutto a mo' di grosso involtino, sigillando bene alla base: se lo farete con calma e attenzione, non rischierete che il lavoro fatto si disfi.
Sistemare il rotolo in una teglia e cuocere in forno a 160° per circa mezz'ora.
Lasciar intiepidire prima di tagliare (con un coltello a lama seghettata) a rondelle spesse circa 3 cm.
Servire al naturale con qualche punta di asparago lessa oppure condire a piacere con un filo d'olio di oliva o una salsina (tahine, maionese, ecc.) a vostra scelta.

Buon lunedì e serena settimana a tutti voi! ^_^