16.12.14

DOLCI REGALI - perchè non c'è due senza tre.




Ad un anno dal grande successo de L'Ora del PAté e ad appena cinque mesi da Insalata da Tiffany, eccoci di nuovo qui con un nuovo, meraviglioso regalo.
Anzi, TANTI... DOLCI REGALI!


 


Se il secondo libro della collana I libri dell'MTChallenge era "ancora più bello" del primo, questo è ancora più speciale. 
DOLCI REGALI, infatti, trae la sua ispirazione dalla sfida dedicata al dolce regale per eccellenza, il Babà, ma si coniuga in uno sguardo di ampissima portata su quel periodo storico, compreso tra la fine del Seicento e gli inizi dell'Ottocento, che vide la nascita di tutti quei dolci lievitati, "gonfi" e "pomposi", che celebravano, in modo simbolico, il potere divino dei monarchi assoluti d'Europa e che segnarono il trionfo della pasticceria come arte nobile e autonoma.






Il volume, che raccoglie oltre 130 nostre ricette, contiene più di 40 preparazioni tra lievitati dolci sontuosi (babà, brioches, savarins, kugelhupf, kringels, ecc.) e lievitati dolci "poveri" (krapfen, graffe, buchteln, ecc.), ideati dai popolani che volevano godere, seppur in rarissime occasioni, dello stesso piacere del superfluo di cui godevano i loro sovrani, attingendo alle proprie risorse limitate.





Ma non solo: la seconda parte del libro approfondisce un numero altrettanto ampio di ricette di sciroppi, bagne aromatiche, creme, salse e gelati (sia classici che inediti) e una deliziosa varietà di liquori, conserve, praline e altre preparazioni, ideali per dare un tocco raffinato ai vostri lievitati e renderli ancora più ricchi e golosi.


Anche DOLCI REGALI sostiene il progetto di Piazza dei Mestieri.
Infatti:

Acquistando una copia di DOLCI REGALI, contribuirai alla creazione di borse di studio per i ragazzi di Piazza dei Mestieri, un progetto rivolto ai giovani oggetto della dispersione scolastica e che si propone di insegnare loro gli antichi mestieri di un tempo, in uno spazio che ricrea l'atmosfera di una vecchia piazza, con le botteghe di una volta- dal ciabattino, al sarto, al mastro birraio e, ovviamente, anche al cuoco. La Piazza dei Mestieri si ispira dichiaratamente a ricreare il clima delle piazze di una volta, dove persone, arti e mestieri si incontravano e, con un processo di osmosi culturale, si trasferivano vicendevolmente conoscenze e abilità: la centralità del progetto è ovviamente rivolta ai ragazzi che trovano in questa Piazza un punto di aggregazione che fonde i contenuti educativi con uno sguardo positivo e fiducioso nei confronti della  realtà, derivato proprio dall’apprendimento al lavoro, dal modo di usare il proprio tempo libero alla valorizzazione dei propri talenti anche attraverso l’introduzione all’arte, alla musica e al gusto.

Insomma, se è vero che a Natale siamo tutti più buoni, questo libro è senz'altro uno dei regali più buoni che possiamo fare a noi stessi e agli altri. :)



A partire da oggi, REGALI GOLOSI sarà disponibile presso tutte le librerie del territorio nazionale e sui principali bookstores on-line!
Per acquistare il volume on-line presso la casa editrice, basta andare qui.


Titolo: Dolci regali
Collana: I libri dell'MTChallenge
Prezzo di copertina: 18,00 euro
Casa editrice: Sagep Editori
Direzione editoriale: Fabrizio Fazzari
Impaginazione: Barbara Ottonello
A cura di Alessandra Gennaro
Illustrazioni di Mai Esteve
Fotografie di Paolo Picciotto





Buona lettura e...
BUONE FESTE a tutti! 



12.12.14

Pane dolce alla Cannella con Datteri e Fichi secchi profumato all'Earl Grey... ed è già Natale!




Dicembre è proprio arrivato.
Da due settimane, direte voi.
E' che, qui da me, i tipici temporali autunnali hanno ceduto il passo a delle soleggiate ma freddissime giornate invernali soltanto da pochi giorni.
E quando le temperature calano, si sa, basta poco per coccolarsi: una tazza di tè bollente, un plaid, un buon libro o un bel film e qualcosa di goloso da mangiare mentre ci si gode il tepore della propria casa.
In questo periodo dell'anno adoro preparare dolci, soprattutto biscotti e torte da colazione. Nei mesi più freddi, in particolare, nei miei impasti non può mai mancare un pizzico di cannella e quel po' di frutta secca che riempie la casa di profumi dolci, caldi e speziati e che fanno sembrare ancor più vicino il Natale ormai alle porte.



Il mio desiderio di regalarmi un dolce che sprigionasse le fragranze che più amo e che più mi ritemprano ha trovato una sostanziale spinta alla propria realizzazione quando Stefania ci ha invitati a partecipare al suo giveaway: la ricetta di questa treccia di pane dolce non è altro che una mia personale intepretazione del Pulla bread finlandese da lei testato un paio di anni fa per lo Starbooks Redone.
Non sono brava coi lievitati (quante volte ve l'ho detto?!) ma sapevo a priori che, seguendo una sua ricetta, non avrei avuto brutte sorprese. E infatti ho ottenuto il primo lievitato ben riuscito di tutta la mia vita! :-))
Come tante ricette del suo archivio, anche questa è furba, nel senso che, a differenza di molti altri esemplari appartenenti al genere, si fa quasi da sola.
In assenza delle uvette, delle mandorle e del cardamomo previsti nel pulla bread, ho utilizzato i datteri, i fichi secchi e la cannella; per un ulteriore tocco "arabo" (ormai la Finlandia era già un lontano miraggio ;-) ), ho aromatizzato il latte previsto dalla ricetta con l'Earl Grey, una qualità di tè dalla fragranza particolarmente intensa e agrumata.
Il risultato è stato un pane profumatissimo, morbido, simile a una brioche, in cui ogni singolo aroma era perfettamente distinguibile.
Le foto del procedimento sono relative a un primo tentativo ben riuscito ma non ancora perfetto (in quanto eseguito spennellando la superficie della treccia pronta per il forno con il latte anziché con l'uovo e utilizzando il forno ventilato invece di quello statico); le foto del prodotto finito sono, invece, relative al secondo tentativo, che mi ha definitivamente conquistata.



Con questo Arabafelice redone partecipo al giveaway di Arabafelice in cucina! ;-)





 TRECCIA DI PANE DOLCE ALLA CANNELLA
CON DATTERI E FICHI SECCHI
PROFUMATA ALL'EARL GREY
dosi per un pane di medie dimensioni





per l'impasto
350 gr di farina "00"
50 gr di zucchero di canna
1/2 cucchiaino da caffè di sale
2 cucchiaini scarsi di cannella
125 ml di latte intero appena tiepido
2 bustine di tè Earl Grey
4 gr di lievito disidratato (oppure 1/2 cubetto di quello fresco) 
50 gr di burro ammorbidito
un uovo intero (circa 60 gr)
50 gr di fichi secchi tagliati a piccoli pezzetti
50 gr di datteri secchi tagliati a piccoli pezzetti


per la copertura

un uovo intero
qualche pezzetto extra di datteri e fichi secchi




Riscaldate il latte e versatelo in una tazza capiente in cui avrete messo le bustine di tè. Quando l'infuso sarà pronto e appena tiepido, scioglietevi il lievito, quindi unite anche il burro morbido a pezzetti e l'uovo, mescolando.
In una terrina capiente a parte, mescolate la farina setacciata, lo zucchero, il sale e la cannella.
Unite i due composti nella terrina delle polveri e iniziate ad impastare con un cucchiaio. Prima che il tutto cominci a stare insieme, unite i datteri e i fichi secchi.
Impastate per 5 minuti a mano, su una spianatoia, quindi formate un panetto e ponetelo in una ciotola coperta con pellicola alimentare.

 


Lasciate lievitare per 2 ore (o comunque fino al raddoppio) in luogo tiepido.

 


Riprendete l'impasto, pesatelo e suddividetelo in tre pezzi uguali. Formate tre salsicciotti di dimensioni il più possibile simili, uniteli a un capo e intrecciateli tra loro per formare una treccia.

 
 
 


Mettete la treccia sulla teglia in cui andrà cotta coperta con pellicola alimentare e fatela lievitare ancora 1 ora.
Una volta pronta per il forno, spennellate delicatamente la treccia con l'uovo battuto e guarnitela con qualche pezzetto di datteri e fichi.
Cuocetela in forno preriscaldato a 200 gradi per circa 25-30 minuti.





27.11.14

"La curva dei tuoi occhi intorno al cuore"... una poesia per i miei muffins!




Eravamo a Piazza Bellini, quel sabato della Notte dei Musei a Napoli, quando il mio telefono trillò.
Distrattamente, come al solito faccio quando non attendo alcun messaggio importante, ficcai la mano in borsa, presi il telefono e controllai. Era Lisa, la mia dolce amica Lisa; mi aveva appena inviato un messaggio di posta su Facebook.
Lo aprii: Mi ha fatto pensare a te e Rosario



La curva dei tuoi occhi intorno al cuore
ruota un moto di danza e di dolcezza,
aureola di tempo, arca notturna e sicura
e se non so più quello che ho vissuto
è perchè non sempre i tuoi occhi mi hanno visto.

Foglie di luce e spuma di rugiada
canne del vento, risa profumate,
ali che coprono il mondo di luce,
navi cariche di cielo e di mare,
caccia di suoni e fonti di colori,

profumi schiusi da una cova di aurore
sempre posata sulla paglia degli astri,
come il giorno vive di innocenza,
così il mondo vive dei tuoi occhi puri
e tutto il mio sangue va in quegli sguardi.


[Paul Eluard]




Quanti istanti può durare una poesia?
Ancora adesso non saprei dire per quanto tempo i miei occhi, velati dall'emozione, continuarono a scivolare su ciascuno di quei versi.
Solamente il tuo sguardo, posatosi su di me in seguito alla mia improvvisa estraniazione, mi riportò in quella piazza in cui ci trovavamo, quella sera del 14 dicembre dell'anno scorso, alla presenza di tanta altra gente.
Ci sentivamo ogni giorno da quasi due mesi, e quella era la prima volta che mi invitavi ad uscire con il tuo gruppo di amici.
Le vicende recenti, accadute nelle nostre rispettive vite, rendevano ancor più faticoso comprendere come fosse possibile che, da conoscenti quali eravamo stati fino a poco tempo prima, eravamo divenuti l'uno il primo pensiero dell'altro. Eppure qualcosa, giorno dopo giorno, stava accadendo, e forse quella serata insieme era la prima, autentica possibilità che ci davamo per ammetterlo a noi stessi e provare a dargli un nome.
I tuoi atteggiamenti sempre gentili, la semplicità assoluta delle tue premure, i tuoi sorrisi pieni di quella dolcezza speciale... e i tuoi abbracci, quei tuoi immensi abbracci colmi di calore: tutto, di te, mi faceva rinascere a vita nuova, ogni volta che ti sentivo, ogni volta che ti vedevo; tutto, di te, mi rendeva così serena da farmi temere che fosse troppo bello per essere vero, troppo bello per essere dedicato esclusivamente a me.
E poi, proprio quella sera in cui le emozioni, i pensieri e le speranze si confondevano più che mai, questi versi parvero venire a ordinare tutte le cose:


e se non so più quello che ho vissuto
è perchè non sempre i tuoi occhi mi hanno visto


Credevo di non essere pronta ad accoglierti nella mia vita, ma dal giorno in cui hai posato i tuoi occhi su di me, tutto quanto c'era stato prima di allora ha smesso di esistere. Le aspettative disilluse, i sogni infranti, le delusioni, la rabbia, il senso di smarrimento, le rinunce, i sentimenti mal riposti, il tempo andato inevitabilmente perduto: la mia vita vissuta fino a quel momento, vista attraverso i tuoi occhi, si era come trasformata nella più bella che potessi desiderare, perché mi aveva condotta fino a te.
Avevo il cuore indurito ma, attraverso i tuoi occhi, ogni piccolo peso che vi si era depositato si era prodigiosamente trasformato in una nuova leggerezzain qualcosa che era a metà tra la realtà e la fantasia, in una pace che somigliava a quella dei sogni; avevo il cuore nudo, ma i tuoi occhi lo hanno avvolto con delicatezza in una coperta morbida e gli hanno dato protezione prima che io iniziassi a tessergli una trapunta di spine.
Nel suo girotondo di danza e dolcezza, il disegno dei tuoi occhi intorno al mio cuore ha smussato tutti gli angoli aguzzi. Come il chiarore roseo e dorato dell'aurora, la tua luce si è manifestata come la promessa di un nuovo giorno, ed oggi...


come il giorno vive di innocenza,
così il mondo vive dei tuoi occhi puri
e tutto il mio sangue va in quegli sguardi.


La poesia che quella sera Lisa ci dedicò, Amore mio, sei semplicemente tu. :)


Passarono ancora due settimane prima che, con il nostro primo, dolcissimo bacio, ci dicessimo finalmente "sì", ed oggi, a un mese esatto da quella data in cui ricorderemo di esserci scelti per diventare ciascuno il dono d'amore quotidiano nella vita dell'altro, ho voluto raccontarti l'aneddoto di questa poesia alla quale sono profondamente legata e dedicarti questi muffins ad essa ispirati.
Non hanno la cupola alta come quelli stupendi che hanno preparato i miei amici mtc-members, ma non ho dubbi sul fatto che questa deliziosa forma a funghetto, tanto sospirata e mai ottenuta prima d'ora, è merito della baking-"polvere magica"  che mi portasti tu da Liverpool qualche mese fa! ^_^
Sono alla farina di castagne e racchiudono un cuore fatto di un impasto umido e profumato a base di melannurche e mandorle. E' vero, i dolci a base di castagne non ti fanno impazzire... ma lo sai che questi frutti hanno un significato simbolico, nella nostra storia, e se ogni tanto non te li propino in qualche esperimento mi pare di far cosa poco romantica e giusta! ;-D
Insomma, non hanno nulla di speciale, questi dolcetti.
Sono solo tutto ciò che dovevano essere: il riparo sicuro, dolce e continuo che - da 335 giorni - la curva dei tuoi occhi dona al mio cuore. :)




MUFFINS ALLA FARINA DI CASTAGNE
CON CUORE DI MELANNURCHE E MANDORLE
dosi per 12 muffins

 



per i muffins

340 ml di latticello (o latte e yogurt miscelati in parti uguali)
2 uova medie
70 gr di olio di semi
200 gr di zucchero semolato
170 gr di farina "00"
170 gr di farina di castagne
2 cucchiaini di lievito chimico (circa 8 grammi)
1 cucchiaino di bicarbonato di sodio (circa 4 grammi)
1 pizzico di sale
zucchero di canna per spolverare 



per i cuoricini di melannurca e mandorle

2 albumi da uova grandi (circa 80 grammi)
40 gr di zucchero semolato
2 piccole melannurche biologiche (circa 200 grammi)
100 gr di farina di mandorle (o pari peso di mandorle intere da ridurre in farina)
50 gr di farina "00"
1 cucchiaio di miele di acacia
1 cucchiaino di lievito chimico
1 pizzico di sale
una punta di colorante alimentare rosso in gel (o in polvere)




ATTENZIONE: per ottenere dei muffins davvero degni di questo nome, esistono pochi ma indispensabili accorgimenti che, per praticità, non ho elencato nella mia ricetta, ma che Francy ci ha generosamente descritto in maniera perfettamente chiara e dettagliata in questo post! Leggetelo molto attentamente prima di mettervi all'opera!



Preparare i cuoricini: mondate le mele senza eliminarne la buccia, quindi grattugiatele e unitele in una teglia (meglio se in ceramica) adatta alla cottura in microonde insieme ai due albumi e al miele.

 


Se non usate la farina di mandorle industriale, unite le mandorle intere e la farina setacciata in un mixer con le lame e tritate il tutto a intermittenza, fino a ottenere una miscela omogenea.
Aggiungete il lievito setacciato e il sale, quindi unite questi ingredienti secchi a quelli umidi e amalgamate bene il tutto. Solo alla fine, aggiungete il colorante alimentare, mescolando bene fino a quando non si sarà amalgamato perfettamente all'impasto.

 
 


Appianate bene la superficie del dolce con una spatola e cuocetelo nel forno a microonde impostato a media potenza per 5 minuti.
Sia l'ultilizzo dei soli albumi che della cottura a microonde garantiranno il mantenimento di un colore rosa piuttosto vivace e definito.
Aspettate che si raffreddi completamente prima di sformarlo e ricavarne 12 cuoricini.

 


Preparare i muffins: in una ciotola, unite le uova, il latticello e l'olio, quindi mescolate bene per amalgamare tutti gli ingredienti umidi.
In un'altra ciotola più capiente, raccogliete le due farine e il lievito setacciati, lo zucchero e il sale, quindi miscelate tutti gli ingredienti secchi tra loro.
Unite gli ingredienti umidi a quelli secchi, quindi amalgamate i due composti mescolandoli brevemente (sono sufficienti 10-11 giri di cucchiaio). L'impasto finale dovrà risultare un po' grumoso e appiccicoso, quasi ostile al distacco dal cucchiaio al momento di riempire i pirottini.
Distribuite un cucchiaio di impasto in ciascun pirottino, quindi inserite un cuore al centro di ciascuno stampino, pressandone leggermente la punta nell'impasto.

 
 


Distribuite l'impasto restante (un'altra cucchiaiata abbondante per ciascun pirottino), in modo da coprire i cuori e riempire i pirottini fin quasi al bordo.
Spolverate la superficie dei muffin con lo zucchero di canna prima di infornarli in forno preriscaldato a 180°C per circa 20-25 minuti.

 
 


Lasciate intiepidire i dolcetti prima di servirli!


Coi miei muffins romantici e innamorati partecipo all'MTChallenge di novembre! ^_^




A proposito di cose fatte con il cuore :-) il 29 Novembre apre il primo Negozio di Natale per Emergency a Napoli!
L'inaugurazione, che si terrà alle ore 17:30 presso la Galleria Binario Calmo in Corso Meridionale 60/62, sarà una splendida occasione per scoprire la grandissima varietà di prodotti enogastronomici biologici ed equosolidali, ma anche oggetti di artigianato, giocattoli, libri, accessori, capi di abbigliamento, gioielli e altri manufatti provenienti dai Paesi del mondo in cui l'Associazione opera.
Fino al 24 dicembre potrete fare dei regali di Natale speciali, che si tradurranno in cure gratuite negli ospedali Emergency per le vittime della guerra in Afghanistan.
Ad accogliervi, tra i volontari, ci sarà anche una mia amica, Desirée: non esitate a rivolgervi a lei per qualsiasi richiesta o informazione!
Se siete su Facebook, ulteriori info le trovate qui: Negozio di Natale per Emergency. ;-)



31.10.14

"Ogn'anno, il due novembre...": il Torrone dei morti




Ogni anno (di tanti anni fa), non vedevo l'ora che arrivasse il 2 novembre.
Mia nonna era ancora tra noi, abitava in casa con zia, zio e i miei tre cugini, e ogni anno, immancabilmente in quella ricorrenza più che in altre, io, papà e mamma li andavamo a trovare per trascorrere il pomeriggio insieme.
Il rito era sempre lo stesso: prima di arrivare a Marianella, ci fermavamo a una grande pasticceria lì vicino e, una volta davanti alla vetrina piena di ogni tipo di torrone, papà mi diceva: "dai, scegli quelli che ti piacciono di più".
Che gioia, e che dilemma!
Questo alla nocciola non può mancare, e questo al caffè? L'anno scorso non ce l'avevano... chissà com'è quello lì bianco con la frutta candita, ma il salame morbido tutto colorato di rosa, quello che sa di pasta di mandorle, non posso certo non prenderlo! E quello tutto di cioccolato? Ne vorrei una fetta da mangiare subito! Ma chissà quanto dev'essere buono quello lì al cioccolato bianco...
I desideri, nella mia mente di bambina golosa, si rincorrevano, e li ricordo tutti perfettamente, come se non mi avessero mai lasciata.
Ancora oggi, davanti alle vetrine delle pasticcerie della mia città, mi incanto a guardare tutte quelle varietà di torrone, e ogni volta torno con la memoria a quella guantiera piena di leccornie che io e i miei cugini ci contendevamo e che, puntualmente, facevamo sparire nel giro di pochissime ore. :-)

Il torrone dei morti è un torrone morbido, tipico della tradizione napoletana, fatto quasi interamente di cioccolato.
Questo torrone, lungo dai 50 cm ai 70 cm, è formato da un guscio di cioccolato fondente che racchiude un ripieno dalla consistenza cremosa e compatta, arricchito con tanti tipi diversi di frutta secca, candita, paste di noci varie e aromi particolari.
Tradizione vuole che venga servito in tavola proprio il 2 novembre, in onore degli avi defunti, per "accogliere" le loro anime in questo giorno di commemorazione, affinché continuino ad elargire la loro benevolenza nei confronti dei cari ancora vivi... in effetti, come si può non pensare che una golosità simile resusciterebbe anche i morti? ;-)

La consistenza particolarmente morbida di questo torrone è dovuta alla crema alba, fatta essenzialmente di grassi vegetali, zucchero e latte.
Poiché la crema alba non è facilmente reperibile in commercio, la si può tranquillamente sostituire con una delle tante, più comuni creme spalmabili dolci. Io ho scelto di utilizzare una crema bianca, per ottenere un ripieno dal colore più tenue e soprattutto dal sapore più delicato, che non coprisse quello delle mandorle.



TORRONE DEI MORTI
ALLE MANDORLE
dosi per uno stampo da ¾ di litro (circa 1 kg di torrone)




 150 gr di cioccolato fondente di ottima qualità
300 gr di cioccolato al latte di ottima qualità
350 gr di crema spalmabile bianca
100 gr di mandorle intere
50 gr di pasta di mandorle *



* Io l'ho ottenuta semplicemente frullando, alla massima potenza, pari peso di mandorle intere, fino a ridurle in pasta.




Nel forno a microonde impostato a media potenza, sciogliete il cioccolato fondente spezzettato (ci vorranno poco più di 2 minuti) e amalgamate energicamente fino a quando il cioccolato non risulterà sciolto in modo omogeneo.
Con l'aiuto di un pennello da cucina (meglio se in silicone), rivestite completamente e in modo uniforme le pareti interne dello stampo con il cioccolato fuso. Se necessario, trasferite lo stampo in congelatore per alcuni minuti prima di stendere un secondo strato di cioccolato.
Trasferite lo stampo nel congelatore per almeno 15 minuti, affinché il guscio di cioccolato si solidifichi, e intanto preparate il ripieno morbido.
In una terrina capiente adatta alla cottura al microonde, sciogliete il cioccolato al latte spezzettato (come fatto in precedenza per quello fondente); occorreranno circa 3 minuti di cottura a media potenza.
Mescolate benissimo per amalgamare tutto il cioccolato, quindi incorporate la crema spalmabile, le mandorle intere e la pasta di mandorle.
Versate il tutto nello stampo, coprite con l'apposito coperchio (o con un foglio di carta alluminio) e trasferite in frigorifero per almeno 3 ore.


 

Al momento di sformare il torrone, grattate via con una lama liscia il cioccolato fondente lungo i bordi della base dello stampo: questo permetterà all'aria di penetrare nello spazio minimo tra lo stampo e il guscio di cioccolato, rendendo quindi possibile il distacco del torrone dal contenitore.
Capovolgete il torrone dei morti su un vassoio da portata e servitelo tagliato a fette di circa 2,5 cm di spessore.


NOTE:

- Se non avete l'apposito stampo per torrone, potete utilizzare uno stampo da plumcake in silicone oppure uno stampo monouso in alluminio.

- Per il torrone che vedete in foto, avevo utilizzato e temperato una dose di cioccolato fondente di poco inferiore a quella necessaria; attenendovi alle dosi e alle indicazioni della ricetta, otterrete un guscio un po' più spesso e più morbido al taglio, come deve essere.

- Io non ho utilizzato alcun aroma particolare per il mio torrone, ma credo che qualche goccia di essenza di mandorle o un cucchiaino di Amaretto di Saronno ci starebbero benissimo. :-)

- Se il torrone dei morti non vi basta, date un'occhiata anche alle mie rame di Napoli. ;-)



Buona festa di Ognissanti a tutti!

24.10.14

"Sasicce e friariélle": la lasagna napoletana...a modo mio!




La lasagna, per noi napoletani, è più di un piatto delle feste: è il piatto in cui, per tradizione, ficchiamo tutto ciò che vorremmo mangiare durante l'anno.
Questo pasticcio di pasta racchiude in sé, insieme a una quantità decisamente abbondante di sugo, carne, ricotta, mozzarella, salame e (quasi sempre) uova, tutto il senso della trasgressione alle regole e dell'esorcizzazione della fame: non a caso, da noi non è Carnevale senza lasagna!
Tuttavia, le volte che io (sottoscritta napoletana, appassionata della buona tavola e in particolar modo dei piatti della tradizione) ho mangiato la lasagna si contano sulle dita di una mano.
Per la sua natura di piatto esagerato (nella varietà e nella quantità degli ingredienti quanto nella generosità delle porzioni a persona), qui a casa ce la siamo concessi solo molto raramente, e di quelle rare volte non conservo alcun ricordo particolarmente piacevole: una volta il sugo era troppo "stretto" e copriva il resto, un'altra volta il ripieno era un po' slegato, un'altra volta ancora la sfoglia era troppo spessa...
La verità è che Sabrina ha proprio ragione nel dire che la lasagna è un piatto che non ha mezze misure: che sia fatto di carne, pesce o verdure, deve essere succulento, [...] gustoso, ricco, ma con estrema attenzione all'equilibrio fra gli ingredienti e l'armonia dei sapori. Non deve esserci un elemento che sovrasta l'altro.
In breve, la lasagna è uno di quei piatti che si l'ea fà, l'ea fà (trad.: se devi farlo, devi farlo come Dio comanda)!
Ed io, alla fine, l'aggio fatto! ;-)




Potendo dare un nome alternativo alla mia ricetta, la chiamerei la lasagna della felicità.
Mettermi nuovamente alla prova nel tirare la sfoglia a mano, realizzare una versione di lasagna del tutto personale, stuzzicare la curiosità e la golosità di Rosario (che adora la lasagna e venera quella di sua madre), pulire i friarielli e preparare l'impasto delle salsicce insieme a papà e, non da ultimo, godermi un pranzo godurioso, da festa: questa ricetta mi ha rallegrata, entusiasmata e resa felice dall'istante in cui ho saputo che avrei dovuto prepararla fino a quello in cui l'ho assaggiata!
Vedere l'espressione incredula e soddisfatta di mio padre dal primo boccone (ma davvero l'hai inventata tu?! non è buonissima, è ottima!); sentire mia madre che racconta a zio, per telefono, di aver pranzato con un capolavoro cucinato da me; devolvere la fettona che vedete in foto a Rosario e ricevere, nel giro di quindici minuti, il messaggio "amore, è FAVOLOSAAAAAAA!"... non si immagina quanta gioia possa regalare una semplice lasagna, ma ora che l'ho scoperto, non desidero altro che condividerla insieme a voi, per festeggiare il mio onomastico! ^_^

Sasicce e friariélle è un connubio tipico della cucina partenopea: non esiste pizzeria, friggitoria o rosticceria napoletana che non dispensi pizze, panini, calzoni fritti farciti con questi due ingredienti.
I friarielli (così chiamati perché "fritti", in un generoso soffritto di olio buono, aglio e peperoncino piccante) sono una particolare varietà di cime di rapa dal gusto amarognolo che crescono in autunno e in inverno in alcune zone della Campania.
I fasci anno scelti con cura: non devono essere troppo fioriti (le infiorescenze caratteristiche presentano solo pochi fiorellini gialli) e le foglie devono essere tenere, né troppo grandi, né molli, né ingiallite.
'A sasiccia, dicono, è la morte dei friarielli, ma anche la provola affumicata lo è: la pizza con salsicce, friarielli e provola affumicata è senz'altro una delle più ricche e gustose della nostra tradizione.
Le nostre salsicce sono di produzione casalinga: papà, da bravo ex macellaio, acquista la carne mista di maiale adatta a questa preparazione (generalmente 2 parti di carne magra e una di carne grassa), la taglia finemente al coltello e poi la impasta con il sale, il pepe e un po' di vino.
Stavolta non abbiamo insaccato la carne, bensì l'abbiamo tritata al mixer (in modo da ottenere una sorta di macinato grossolano di salsiccia che si prestasse bene a farcire la mia lasagna).
Come salsa, ho scelto di usare la mia facile, veloce e ultra collaudata besciamella al microonde, opportunamente modificata nelle dosi per un risultato meno denso e personalizzata con il parmigiano reggiano per un sapore ricco e avvolgente.
Per esaltare il leggerissimo gusto piccante dei friarielli ho messo un tocco di peperoncino macinato nell'impasto della sfoglia.


Con questa ricetta partecipo all'MTChallenge di Ottobre




LASAGNA SASICCE E FRIARIÉLLE CON PROVOLA AFFUMICATA
e
SFOGLIA PICCANTE AL PEPERONCINO

dosi per una teglia rettangolare da 27 x 20 cm (3 strati; 6-8 porzioni)





per la sfoglia al peperoncino

200 gr di farina "0"
100 gr di semola rimacinata di grano duro
3 uova (le mie da 58 gr l'una)
1/2 cucchiaino da caffè di peperoncino piccante macinato



per la besciamella al parmigiano

1 litro di latte intero
70 gr di burro
70 gr di farina
40 gr di Parmigiano Reggiano grattugiato al momento
sale q.b.


per il macinato di salsiccia

 500 gr di spalla di maiale
200 gr di pancia di maiale
30 ml di vino bianco
12 gr di sale fino
1 cucchiaino di pepe nero macinato


per i friarielli

4 fasci di friarielli
5 cucchiai di olio extra vergine di oliva di ottima qualità
2 piccoli peperoncini piccanti
1 spicchio d'aglio
sale q.b.


inoltre

provola affumicata, 250 gr
Parmigiano Reggiano grattugiato al momento





Per la sfoglia: disponete sul tagliere le farine a fontana con al centro le uova e il peperoncino macinato, quindi battete le uova con una forchetta e amalgamate poca farina per volta, per addensarle ed evitare che scivolino fuori dall'anello di farina.

 


Coprite le uova con la restante farina e, aiutandovi con una spatola (inserita da sotto al composto), cercate di ammassarlo.
Lavorate molto bene ed energicamente l'impasto fino a quando non diventa liscio, aggiungendo, se necessario, della farina.
Fatelo riposare coperto con una ciotola per una mezz'ora.
Riprendete l'impasto e stendetelo sottile con il matterello (dovete impugnarlo tenendo le mani vicine e facendo pressione con il pollice e il palmo appena sotto. Partite dal cento e ruotate spesso la sfoglia. Man mano che cresce arrotolatela sul matterello. Per farla tonda, fate scorrere le mani su e giù per il matterello.




Una volta stesa, lasciate la sfoglia ad asciugare. Intanto preparate il macinato di salsiccia.


Per il macinato di salsiccia: tagliate al coltello tutta la carne, quindi passatela al mixer per ottenere un macinato grossolano.


 
 

In un bicchiere, sciogliete il sale nel vino (aggiungendo un goccio d'acqua, se necessario, per sciogliere il sale eventualmente rimasto sul fondo del bicchiere) e versate la miscela nel macinato. Aggiungete infine il pepe e "massaggiate" il tutto fino a ottenere un impasto morbido e omogeneo.
Trasferite in frigorifero per almeno mezz'ora (o comunque fino al momento dell'utilizzo).
In una padella antiaderente, riscaldate un filo d'olio e saltatevi il macinato di salsiccia, fino a quando non risulterà cotto al punto giusto.
 
 



Per la besciamella: in una casseruola adatta alla cottura in microonde, ponete il burro a temperatura ambiente e fondetelo nel forno impostato a media potenza (ci vorrà circa 1 minuto).
Aggiungete al burro fuso la farina, tutta in una volta, mescolando energicamente con una frusta a mano per incorporarla bene.
Rimettete nel microonde per 1 minuto ancora, avendo cura di mescolare il roux almeno un paio di volte: dopo questa operazione risulterà più liscio e legato.
A questo punto aggiungete il latte, pochissimo all'inizio, poi poco di più per volta, mescolando sempre, fino a ottenere un composto vellutato e omogeneo.
Versate il latte restante e cuocete la besciamella a media potenza per circa 10 minuti. La salsa comincerà ad addensarsi dopo i primi 5-6 minuti: fino ad allora, interrompete la cottura al termine di ogni minuto per amalgamare bene la salsa; durante gli ultimi 2 minuti di cottura, mescolate la besciamella ogni 30 secondi.
Quando la salsa avrà raggiunto la consistenza desiderata, aggiungete il parmigiano grattugiato, aggiustate eventualmente di sale e lasciate intiepidire.




Per i friarielli: eliminate da ogni fascio i gambi stopposi e le foglie troppo grandi, ingiallite o ruvide (alla fine la parte edibile risulterà essere circa 1/3 del totale).



Lavate le foglie tenere e le cime raccolte in abbondante acqua fredda, quindi sgocciolatele bene e mettetele a cuocere in un tegame dal fondo spesso in cui avrete messo a preparare un soffritto con l'olio, l'aglio e il peperoncino.
Coprite con un coperchio e cuocete a fiamma moderata fino a quando i friarielli non si saranno considerevolmente ridotti di volume e non risulteranno ben teneri.
Aggiustate di sale, unite il macinato precedentemente preparato (per amalgamare un po' i sapori) e tenete da parte.

 


Per la lasagna: Ricavate dalla sfoglia dei rettangoli di pasta (regolandovi in base alla vostra teglia).
A parte, preparate una ciotola di acqua ghiacciata e un ampio scolapasta.
Immergete due rettangoli di sfoglia per volta in una capiente pentola dal fondo spesso, nella quale avrete portato a bollore abbondante acqua salata.
Dopo una ventina di secondi, l'acqua riprenderà il bollore: scolate i rettangoli di sfoglia, immergeteli nell'acqua gelata, quindi metteteli a scolare nello scolapasta.
Continuate in questo modo fino a cuocere tutti i rettangoli di sfoglia.
Versate qualche cucchiaio di besciamella e un cucchiaio di salsicce e friarielli nella teglia e stendete bene il tutto fino a ricoprire il fondo.
Man mano che le lasagne si sono asciugate, stendetele nella teglia a strati, alternandole con uno strato generoso di besciamella, uno altrettanto generoso di salsicce e friarielli e una buona manciata di provola affumicata tagliata a dadini.




Proseguite con la formazione degli strati fino ad esaurimento degli ingredienti e completate con una spolverata di parmigiano grattugiato al momento.
Cuocete la lasagna in forno preriscaldato a 180° per 20 minuti, passandola 5 minuti sotto al grill per farla dorare in superficie.
Lasciatela riposare una decina di minuti prima di servirla.


NOTA:

- Le dosi del ripieno sono giuste per 3 strati, ma con quelle della sfoglia si ottiene un quarto strato; a voi la scelta di farci due tagliatelle da condire con le poche cucchiaiate di besciamella avanzata o di aumentare in proporzione il ripieno per ottenere una lasagna più alta. ;-)