9.2.13

Migliaccio di Carnevale... quello originale!



L'ho preparato l'hanno scorso, ed è sparito nel giro di un dopocena tra amici.
L'ho suggerito a voi su questi schermi, e ad oggi resta una delle mie ricette più cliccate.
L'ho idealmente riproposto qualche giorno fa, e mi sono ritrovata sommersa di ola e suppliche di beneficenza sparsa.
L'ho preparato oggi, sabato grasso, ed è quasi già finito.
Non c'è storia: il migliaccio dolce, una delle preparazioni campane più tipiche del periodo di Carnevale, piace proprio a tutti!
E come potrebbe essere altrimenti? Pochi ingredienti semplici e quasi del tutto naturali, una consistenza cremosa e rassicurante, una fragranza agrumata e lieve... devo aggiungere altro?!
, un'altra cosa da dirvi ce l'avrei: il migliaccio dolce tradizionale, quello che le massaie preparavano tanto, tanto tempo fa, veniva realizzato con la farina di miglio (ecco la ragione del suo nome!) che, rispetto alla semola di grano duro, era più economica. Da tempo, ormai, questo cereale viene utilizzato quasi esclusivamente come mangime per gli uccellini, ma negli ultimi anni è stato rivalutato per il suo alto valore biologico e per la sua assenza di glutine, che lo rende un alimento consigliato sia nella dieta comune (soprattutto per integrare l'apporto di vitamine del gruppo B) che nella dieta riservata ai celiaci.
Ecco perché, questa volta, ho voluto proporvi la versione del migliaccio un po' più vicina a quella originale: una versione un po' meno raffinata che, oltre a rispettare l'antica tradizione, accontenta anche le tante persone che soffrono di intolleranza al glutine.
E non temete se la farina di miglio proprio non sapete dove andarla a prendere: i chicchi di questo cereale si prestano benissimo alla macinazione, quindi per ridurli in farina non vi occorre altro che... del buon miglio (e un buon frullatore)!
Che fate, lo provate? :-)
 

Questa golosa ricetta di Carnevale è dedicata alla rubrica settimanale Il sorriso vien mangiando... sano! curata a quattro mani da me e dalla Dottoressa nutrizionista Maria Rosaria Amoroso.
Se volete avere sempre a portata di mano  i preziosi suggerimenti della nutrizionista e scoprire le ricette che ogni venerdì vi proporremo, seguite la sua pagina Facebook e il suo profilo Instagram!



MIGLIACCIO DOLCE SENZA GLUTINE
con farina di miglio
dosi per uno stampo di 22-24 cm di diametro



250 gr di miglio decorticato biologico
1 litro di acqua
300 gr di zucchero di canna
50 gr di miele
4 uova medie
250 gr di ricotta fresca
2 cucchiaio di canditi misti
la buccia di un limone e di un'arancia

inoltre

zucchero di canna macinato q.b.



Porre in un mixer i chicchi di miglio e frullare per pochi secondi, fino a ottenere una sorta di farina.


Aggiungere le bucce degli agrumi (prelevate con un pelaverdure) e frullare per altri pochi secondi, fino a ottenere una polvere piuttosto omogenea.


Versare l'acqua in una pentola di medie dimensioni e porre su fiamma vivace. Al primo bollore, aggiungere il sale, abbassare la fiamma al minimo e versare a pioggia la farina di miglio precedentemente ottenuta, mescolando bene con una frusta a mano per evitare la formazione di grumi.


Basterà appena 1 minuto perché il composto assuma una consistenza simile a quella di una polenta.
Tenere da parte e lasciar raffreddare a temperatura ambiente.
In una terrina abbastanza capiente montare per 2 minuti, con l'aiuto di una frusta elettrica, le uova con lo zucchero. Unirvi la ricotta, i canditi tagliati a cubetti piccolissimi e, infine, il composto a base di miglio preparato in precedenza. Continuare ad amalgamare con la frusta il tutto, fino a che risulti omogeneo e cremoso.Versare l'insieme in uno stampo leggermente unto a uno spessore minimo di 2 e massimo di 5 cm (il risultato finale dovrà essere piuttosto sottile).
Cuocere in forno preriscaldato a 200° per circa 40 minuti, o comunque fino a quando la superficie non risulterà ben dorata.
Lasciar raffreddare in forno spento; dopo circa mezz'ora, il migliaccio si sarà "sgonfiato" e apparirà più sottile. Trasferire la teglia in frigorifero e lasciar riposare il dolce per almeno 1 ora prima di servirlo.
Tagliarlo a fette, rigorosamente nella sua teglia di cottura, e servirlo con una leggera spolverata di zucchero a velo (che avrete ottenuto macinando lo zucchero di canna nel mixer).



NOTE:

- Potete sostituire (totalmente o parzialmente) l'acqua con il latte (o una bevanda equivalente priva di lattosio e/o glutine, se siete intolleranti) e omettere del tutto la ricotta; quest'ultima scelta, tuttavia, ve la sconsiglio, perché la bontà e la consistenza del migliaccio dipendono in gran parte proprio da questa aggiunta!

- Il migliaccio andrebbe trasferito in frigorifero circa mezz'ora dopo il termine della cottura: lì, oltre a conservarsi bene per parecchi giorni, migliora anche in sapore e in consistenza.

- Il migliaccio è un dolce rustico: non sformatelo dalla sua teglia di cottura né tantomeno capovolgetelo su di un piatto, ma portatelo in tavola tutto intero per tagliarlo e servirlo alla presenza dei commensali... farà subito casa, oltre che festa!



Buon fine settimana "carnevalesco" a tutti voi! A presto! ^_^


4 commenti:

  1. Non l'ho mai assaggiato.. am per ciò che ci sta dentro.. e dalla foto.. son sicura mi piacerebbe tantissimo!!!! baci e buon sabato :-)

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  2. non l'ho mai assaggiato né preparato, penso sia proprio buono come del resto il migliaccio con la semola. Grazie

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  3. Ciao cara, come stai? :)
    Lo devo provare, ogni volta che lo vedo lo penso... appena avrò più tempo mi farò coccolare da questo dolce, te l'assicuro. :)
    Un bacione

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  4. Il migliaccio non l'ho mai assaggiato ma mi sono fatta l'idea che debba essere una vera bontà. Che bella poi l'idea di ricavare la farina da miglio. Complimenti!

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